Gli importanti cambiamenti che stanno in questi anni interessando il campo delle politiche abitative ad indirizzo sociale sollevano questioni ed interrogativi inediti per i soggetti che a diverso titolo operano nel settore. Tanto gli enti locali nei loro differenti livelli (regionali, provinciali e comunali) quanto i privati ed il privato sociale si trovano in una condizione di spiazzamento. A fronte di una domanda abitativa sociale in aumento ci si misura con l'inefficacia delle risposte tradizionali e con la necessità di progettare nuovi percorsi modelli di intervento.
E' in particolare a livello locale che questa sollecitazione produce le tensioni più significative.
Oltre ad occuparsi degli aspetti più strettamente scientifici e di ricerca connessi al tema dell'housing sociale, l'IRS ha sviluppato in questi ultimi anni una serie di contatti con realtà del terzo settore abitativo: Fondazione Attilio e Teresa Cassoni, Agenzia di cittadinanza, Network Agency, Casa Amica.
Con questo ultimo soggetto, che da oltre dieci anni si occupa di inserimento abitativo di popolazione straniere immigrata sul territorio della provincia di Bergamo, l'Istituto ha costruito un rapporto di collaborazione di grande rilevanza.
In una prima fase si è lavorato a fianco dell'associazione con una attività di supporto orientata alla interpretazione socio-economica dei diversi sottosistemi che costituiscono l'area bergamasca e alla individuazione di strategie per la realizzazione di interventi abitativi nei diversi comuni.
Nella seconda fase l'asse di intervento si è spostato all'interno della struttura operativa. La prospettiva adottata è quella del capacity building e quindi della costruzione delle condizioni e delle abilità che rendono possibile, per l'operatore, partecipare alle nuove sfide e rispondere efficacemente alle nuove richieste che gli vengono poste.
Grazie all'attività di supporto e di accompagnamento, alla funzione sociale più direttamente riconducibile alle azioni di inserimento tradizionalmente svolte, si è così affiancata una funzione tecnica che ha trovato diversi ambiti di sperimentazione.
Oggi Casa Amica interviene direttamente:
Committente: Associazione Casa Amica
In attuazione alla legge 21/2001 e secondo quanto previsto nei Programmi Regionali per l'Edilizia Residenziale Pubblica definiti dalle diverse Regioni, si è intervenuti nella predisposizione della documentazione necessaria per la presentazione delle candidature di 11 Contratti di Quartiere: a Milano (5 candidature)*, a Cinisello Balsamo, a Seregno, a Bollate e a Treviglio per la Lombardia; a Torino (1 candidatura) per il Piemonte; a Jesi per le Marche.
Il lavoro di assistenza tecnica, mediamente concentrato nell'arco di pochi mesi, è stato prevalentemente rivolto, con gradi e accentuazioni differenti a seconda dei casi:
all'indagine territoriale e all'interpretazione del contesto (criticità e risorse);
al disegno delle strategie di intervento (opportunità di sviluppo e indirizzi per l'azione);
alla progettazione delle azioni sociali;
alla costruzione degli accordi di partenariato tra amministrazione comunale e altre organizzazioni (privati, terzo settore, realtà locali);
al disegno degli assetti istituzionali necessari per dare attuazione ai progetti secondo le modalità partecipative previste nello strumento del Contratto di Quartiere.
Un aspetto rilevante dell'attività di consulenza è stato rappresentato dal sostegno diretto al lavoro interno all'Amministrazione che in diversi casi ha richiesto il raccordo tra settori di intervento differenti e tra questi e le Aziende per l'Edilizia Pubblica presenti nei diversi contesti regionali.
Le analisi dei quartieri, laddove i tempi a disposizione lo hanno consentito, sono state realizzate attraverso strumenti di indagine di tipo partecipativo (interviste, workshop tematici, percorsi di osservazione diretta, organizzazione di momenti di informazione e di comunicazione diffusa, piccoli eventi).
* per il Comune di Milano Irs si è occupato della supervisione generale dei cinque Contratti di Quartiere, ha assunto la responsabilità diretta nella candidatura di Ponte Lambro ed ha partecipato, con un gruppo di ricecatori junior, alla candidatura di Molise-Calvairate e di San Siro.
Obiettivo del lavoro di valutazione svolto nel corso di questi anni è stato quello di sviluppare un percorso di monitoraggio e valutazione delle attività svolte e coordinate dall'Agenzia di sviluppo di Via Arquata, al fine di migliorare l'efficacia e l'efficienza delle azioni stesse.
Il progetto nel suo complesso ha assunto come principale riferimento per l'impostazione delle attività il carattere sperimentale ed innovativo dell'esperienza dell'agenzia di sviluppo di Via Arquata.
In generale le conseguenze, sul piano della valutazione, sono state le seguenti:
Il percorso di monitoraggio e valutazione proposto per i primi anni si è quindi basato sul coinvolgimento diretto dei diversi soggetti (l'Agenzia, le associazioni responsabili delle azioni) sia nell'impostazione, sia nella messa a punto delle indicazioni e dei risultati finali ed è stato rivolto principalmente alla ricostruzione dei processi realizzativi delle singole azioni, in modo da fare emergere le problematiche connesse all'attuazione.
ll progetto proposto successivamente ha tenuto conto degli esiti delle attività di valutazione del 2002, ed è stato rivolto ad affrontare più che altro il problema del riposizionamento dell'Agenzia di sviluppo, sia dal punto di vista del suo ruolo nei confronti dei soci e nei confronti dell'esterno, sia dal punto di vista delle strategie di sviluppo.
In questo senso il percorso di valutazione si è caratterizzata maggiormente come strumento di accompagnamento all'azione dell'Agenzia e, dal punto di vista metodologico, si è basato sempre sul coinvolgimento diretto dei soci, dello staff e del direttivo dell'Agenzia.
Committente: Comune di Torino
Il Piano della viabilità ciclo-pedonale della provincia di Reggio Emilia, nato da un incarico dell'Amministrazione provinciale, è stato redatto da IRS (cura degli aspetti di ascolto e interazione e coordinamento generale), Trt Trasporti e territorio (per gli aspetti trasportistici), Studio Architettura e Città (per l'analisi territoriale e gli aspetti di progettazione e di inserimento ambientale), Studio 46xy (per la comunicazione e la segnaletica) e il dott. Guido Franchi Scarselli (per le problematiche giuridiche).
Il Piano ha assunto la realizzazione di una rete della viabilità ciclo-pedonale come componente di una più complessiva strategia di potenziamento e qualificazione delle possibilità offerte dai modi 'gentili" (spostamenti ciclo-pedonali) nel soddisfacimento della domanda di mobilità della popolazione, utilizzando a tal fine lo strumento della realizzazione di una rete ciclo-pedonale di ambito provinciale.
Il Piano va inteso come uno strumento di natura integrata, che si relaziona con le politiche rilevanti nel campo dei trasporti, del turismo, dell'ambiente, della pianificazione.
Il Piano, da un lato, ha articolato la struttura generale della rete ciclo-pedonale (dal punto di vista degli obiettivi che si desiderano raggiungere, dei percorsi possibili, dell'individuazione di nodi critici, vincoli alla realizzazione e opportunità da valorizzare, dell'identificazione degli interventi prioritari, della determinazione dei costi e delle opportunità di finanziamento) e, dall'altro, ha definito le modalità per la sua costruzione (sotto il profilo procedurale, gestionale, progettuale, organizzativo, giuridico, della comunicazione e della segnaletica).
Per la costruzione del Piano sono stati messi al lavoro diversi strumenti:
Committente: Provincia di Reggio Emilia
Committente: Commissione europea
Committente: Fondazione Cariplo
Il lavoro nasce da un incarico della società River (partecipata anche dalla società Brembo, leader nella produzione di impianti frenanti per auto) per la redazione di uno studio di fattibilità relativo alla realizzazione di un Parco scientifico e tecnologico in un'area posta lungo la autostrada A4 nel comune di Stezzano.
Del Parco esisteva, al momento dell'affidamento dell'incarico, un progetto preliminare redatto dall'architetto Jean Nouvel (un progetto noto come "Kilometro rosso", per la presenza di un lungo muro di colore rosso a segnare il confine del Parco lungo l'autostrada), ma andavano definiti ancora nel dettaglio gli elementi relativi al profilo funzionale, alla struttura di gestione del Parco e alle relazioni con il contesto territoriale.
Il lavoro è partito dalla considerazione che fosse necessario mettere a punto una strategia per l'individuazione delle specificità del Parco in modo da caratterizzare l'iniziativa e di massimizzare le possibili sinergie con il territorio di riferimento.
Lo studio di fattibilità si è fatto carico di rispondere a queste esigenze predisponendo una serie di attività di indagine relative alle caratteristiche del contesto territoriale, al profilo del tessuto imprenditoriale, all'analisi delle posizioni degli attori, all'individuazione del sistema di vincoli-opportunità derivanti dalle caratteristiche di progetti analoghi già in corso, alla raccolta e interpretazione di esperienze significative.
Il lavoro ha prodotto uno 'scenario progettuale" in cui sono stati identificati: gli elementi di inquadramento urbanistico-territoriale, gli schemi organizzativi e funzionali dell'area, gli obiettivi di medio periodo per quanto riguarda gli impatti territoriali del Parco, la natura e il ruolo del soggetto gestore, alcune prime ipotesi relative a tempi e costi di realizzazione, i caratteri di una efficace strategia di management del processo di realizzazione del Parco.
Il lavoro aveva un duplice obiettivo.
In primo luogo, quello di fornire alla Amministrazione provinciale, nel momento in cui si apprestava ad elaborare il nuovo Piano territoriale di coordinamento, un quadro di conoscenze il più possibile completo sulle dinamiche e i processi in corso, le progettualità in atto, le posizioni degli attori (sono state svolte circa 70 interviste, tra individuali e di gruppo, a istituzioni, organizzazioni degli interessi, associazioni, testimoni privilegiati), con riferimento ad una serie di settori di politiche: ambiente; trasporti e infrastrutture; industria; terziario e turismo; mercato del lavoro; istruzione e formazione; servizi sociali; istituzioni.
In secondo luogo, mettere a punto alcuni scenari strategici, articolati in un set di obiettivi di carattere sia settoriale, con riferimento ai settori di intervento presi in considerazione, sia generale riguardo al territorio provinciale nel suo insieme.
L'ipotesi di fondo del lavoro era che gli scenari costituissero un modo per istruire il percorso di formazione del Ptcp, ancorandolo ad alcune ipotesi di trasformazione territoriale, ma anche che rappresentassero una dichiarazione esplicita della Provincia sulle politiche di sviluppo che intendeva intraprendere come punto di avvio del processo di costruzione del Piano. Per questa ragione, la fase di costruzione degli scenari ha visto la partecipazione di un Gruppo di riscontro, composto da Presidente, assessori e dirigenti dell'Amministrazione provinciale.
Questa attività di interazione con il Gruppo della Provincia ha permesso di sviluppare, insieme all'attività di progettazione degli scenari, anche un percorso di auto-riflessione dei nostri referenti attorno alle ipotesi desiderate e attuabili per lo sviluppo dell'area.
Alla conclusione del lavoro è stato elaborato uno scenario di riferimento definito "La provincia di Bergamo, laboratorio dello sviluppo lombardo: verso la qualità territoriale", che conteneva:
Committente: Provincia di Bergamo
Villaggio Barona è un intervento integrato di riqualificazione urbana che interessa un'area di circa 40.000 mq. collocata in un quartiere alla periferia sud/ovest del Comune di Milano, tra via Ettore Ponti e via Bonaventura Zumbini.
Promosso da una fondazione benefica (Fondazione Attilio e Teresa Cassoni), il progetto, avviato formalmente nel 1997, ha rappresentato di fatto un precedente importante rispetto a quanto la L.R. 1/2001 ha introdotto con il piano dei servizi.
Villaggio Barona è una iniziativa privata che insiste su di un'area che, fino a qualche anno fa occupata da piccole attività artigianali e produttive, risultava vincolata a standard (servizi collettivi di interesse comunale). Il progetto si è configurato come piano attuativo disciplinato da una convenzione che prevede l'asservimento perpetuo ad uso pubblico dell'area e delle funzioni che su questa insistono. La realizzazione del Villaggio (di cui si sono ultimati i primi due lotti rispetto ai quattro previsti) è stata possibile grazie alla forte accentuazione sociale e pubblica che l'iniziativa ha assunto e ha interpretato.
l'IRS è intervenuto nel progetto assumendo questa sfida come questione centrale dell'attività di consulenza fornita alla Fondazione.
Il lavoro è stato organizzato attorno a due dimensioni:
- accompagnamento alla progettazione urbanistica e architettonica . Si è scelto di operare attraverso un percorso partecipativo considerate le particolarità del quartiere e gli obiettivi dichiarati del progetto. A fianco degli abitanti della zona che sono intervenuti per definire il disegno e l'organizzazione degli spazi pubblici (il parco e le sue attrezzature, la piazza pedonale, la strada) sono stati coinvolti i diversi operatori del terzo settore che gestiranno i servizi previsti (quattro comunità alloggio inserite all'interno della residenza sociale, un centro diurno per anziani, un laboratorio ergoterapico per disabili psichici, un centro di aggregazione per disabili fisici, una micronido per famiglie in difficoltà con bambini in età prescolare, un centro di formazione professionale e di orientamento al lavoro per ragazzi e giovani). Con le diverse organizzazioni, individuate anticipatamente, sono stati disegnati gli spazi dedicati ai diversi servizi e i luoghi di interazione tra le diverse realtà;
- attività di management del processo che ha previsto la gestione dei contatti con tutti gli attori a diverso titolo coinvolti e gli aspetti di interazione tra le parti, la definizione degli aspetti di convenzione con il Comune di Milano, il disegno del modello per la gestione operativa delle diverse funzioni ospitate nel Villaggio in conformità con quanto previsto nella convenzione, il supporto nella ricerca di sponsor finanziari, l'organizzazione della comunicazione.
Committente: Fondazione Cassoni